“Le nostre città incarnano lo spirito di coesione, di unità e di spinta verso il futuro che oggi abbiamo la necessità di avvertire con ancora più forza e condivisione.

Usciremo più forti dalla sfida epocale della pandemia se saremo uniti. Lo dimostra il grande senso di responsabilità che i cittadini, le famiglie, il mondo del lavoro hanno dimostrato in questi durissimi mesi. Oggi il mio primo pensiero, da madre, da donna, prima ancora che da Sindaca, va a tutti coloro i quali sono stati colpiti dal virus, a chi purtroppo non ce l’ha fatta e alle loro famiglie”. Con queste parole la Sindaca di Roma Virginia Raggi ha introdotto il suo intervento alla cerimonia di apertura della XXXVII Assemblea annuale dell’ANCI, per quest’edizione in modalità totalmente digitale.

“Penso a tutte le persone che quotidianamente stanno affrontando in prima linea la battaglia contro il nemico invisibile” – ha detto –. “Operatori sanitari, infermieri, medici, ausiliari, volontari, alle forze dell’ordine: questa generazione di italiani, di ogni età, è un segnale di grande speranza per il futuro. A loro va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Questa nuova fase ci chiama però ad un nuovo e più rigoroso senso di responsabilità. Quella responsabilità e serietà a cui il Presidente della Repubblica ci ha più volte richiamato. Abbiamo la necessità di tenere alta la guardia, perché i nostri comportamenti si riflettono concretamente nella tenuta quotidiana del sistema. Il virus ci ha imposto una distanza – la stessa che per la prima volta ci fa essere qui riuniti in un’Assemblea “digitale” – che passa però attraverso un più forte senso di presenza, vicinanza e responsabilità reciproca”. Dal palco dell’ANCI, la Sindaca ha lanciato un appello per la ripresa. “E’ il momento di pianificare la ricostruzione” – ha sottolineato –. “Dobbiamo lavorare per la ripresa dell’economia. Il lavoro, dopo l’emergenza sanitaria, è la nostra priorità”. Parole di ringraziamento sono state poi rivolte all’ANCI, al presidente De Caro e tutti i Sindaci italiani “dei piccoli e grandi Comuni di questo bellissimo Paese”.

E ancora, nel suo intervento, attenzione particolare per famiglie, giovani e anziani. “La pandemia – ha ricordato – ci impone oggi di ripensare una nuova centralità della persona umana. Il nemico invisibile, contro cui tutti dobbiamo lottare congiuntamente, ci impone di pensare a chi invisibile rischia di diventarlo a causa della pandemia. Alle famiglie, impegnate eroicamente nell’accudimento dei figli, ai giovani, di cui riaccendere la fiducia, agli anziani e ai fragili, patrimonio della società, al mondo della cultura, alle imprese, a cui assicurare un rapido ed efficace sostegno. A queste ultime va garantita una strenua difesa dalle spire striscianti della criminalità”.  Virginia Raggi ha infine richiamato alla flessibilità, intesa come capacità di adattamento e come capacità di resilienza. L’ultimo passaggio del suo intervento è stato riservato ai sindaci “che – ha detto – stanno operando con grande senso di responsabilità e non vanno lasciati soli. La speranza del vaccino ci offre una luce in fondo al tunnel. Ci incamminiamo verso una fase diversa. Energie e creatività, innovazione e risorse sono l’opportunità per una profonda rigenerazione sociale ed economica delle città e del Paese. In chiave solidale, sostenibile e inclusiva. In sintonia con l’Unione Europea e con le altre Capitali. Al virus le città risponderanno con gli anticorpi della coesione. Insieme ce la faremo”.